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ritorno?

 

E poi lo vide emergere dal fondo, quasi come un miraggio.
Dispensatore di aforismi e sorrisi, col suo carico di speranze e progetti.
Lei non provava a guardarlo troppo negli occhi per la paura di quel blu oltremare capace di scavare passaggi tra le montagne, o tra i suoi pensieri troppo affollati in quel momento.
Chi sei tu, dietro quel velo pesante del passato?
Chi sei quando scompari lasciando in bocca un sapore agrodolce,
una sensazione di sconfitta nelle braccia che bramano? 
Erano solo poche delle domande che la rincorrevano e così si ritrovò a fuggire a perdifiato,
a scrollare la testa come a far uscire tutti i ricordi che lo riguardavano dall’orecchio.
Lontana mille miglia dalla speranza di riuscire a capirlo, di affiancarlo lungo la strada…
l’aveva lasciato andare, era scappata vilmente.
Aprì la mano e la vide vuota e si ricordò improvvisamente che non si può addestrare un palloncino a tornare indietro.

 

"Bene palloncino, ti addestrerò a volare via e poi tornare in mano a me...cominceremo col lasciarti fare un voletto e poi tornare...d'accordo, palloncino?......Palloncino?"

Come si fa a lasciarvi andare?

Pubblicato il 10/7/2010 alle 12.9 nella rubrica Diario.

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