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E lei non lo sa, non conosce il nome, e lei non lo sa che doo la Tempesta niente sarà uguale

 

Attraverso un finestrino che viaggia a 80 chilometri orari, il Tramonto mi ha sussurrato che è ora di non pensare più a ciò che ho perso e a ciò che scivolerà via negli annali. Il Sole rosso era lì per dirmi che è il tempo di andare e venire, entrare nel Grande Mondo ed uscirne poi sempre in punta di piedi. Che lì nel G. M. non sei nessuno, mi sento nessuno, mi sento corpo tra mille corpi, faccia non ricordata, lineamenti sempre nuovi ogni giorno. Nessuna familiarità. La Signora Abitudine è ancora un feto nel mio grembo che sta iniziando a vedere, a sentire e spero che ci metta sempre più tempo a diventare la solita vecchia, logora Abitudine.
La Bufera è arrivata portando con sé freddo, foglie caduche , sciarpe da sotterrare, vecchi ricordi da seminare, pagine ingiallite da rileggere, sorrisi adolescenziali da voler stringere ancora un po’ fra le braccia, negli occhi. La Bufera arriva sempre ad ottobre e ha il compito di smantellare l’estate, lei porta disordine nella mia cameretta, nella mia testa, fa scattare allarmi e la quiete stenta sempre un po’ ad arrivare.




.Under contruction.

Pubblicato il 14/10/2009 alle 23.46 nella rubrica Diario.

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