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Diario
3 agosto 2010
ANIMO CHICOS
Profonda malinconia,
perché non mi mancava nulla e stento qui a trovare un senso alla giornata appena iniziata. La nostra impresa è giunta al termine ed ora restano fotografie, canzoni, parole da rileggere mille volte per rivivere quel legame profondo instaurato con chi ha condiviso tutta la strada con te.
Nulla erano i piedi massacrati, doloranti, nulla i chilometri macinati in salita o sotto il sole, tutta la fatica provata sembra vana ora, perché la sera quando finalmente un letto ti accoglieva sentivi di aver fatto una Gran cosa e solo con le Tue forze.
E quando stanco ma con l’entusiasmo e la gioia nel cuore finalmente arriverai a Santiago, rimarrai deluso e ti sembrerà ZERO la magnificenza dell’architettura della cattedrale, l’imponenza e la maestà delle tre punte, perché ti renderai conto che l’esperienza più grande e la sfida più avvincente e sorprendente che tu abbia mai potuto intraprendere, era stata il Cammino.

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sara` questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
ne' nell'irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l'anima non te li mette contro.
Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d'ogni sorta; piu' profumi inebrianti che puoi,
va in molte citta` egizie
impara una quantità di cose dai dotti.
Sempre devi avere in mente Itaca -
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos'altro ti aspetti?
E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
gia` tu avrai capito cio` che Itaca vuole significare.
Kostantin Kavafis
| inviato da PiccolaIena il 3/8/2010 alle 14:38 | |
23 luglio 2010
stop

Non sapeva cosa si muoveva in lei.
Cosa muoveva le sue azioni, le sue mani che agivano, la sua mente nel caos. Aveva perso il controllo e c’era fumo, fumo negli occhi, fumo che la seguiva non appena provava a spostarsi, cambiava direzione con lei. Le stelle le ricordavano che non era il suo anno, era inutile che si affaticasse per tirar fuori il ragno dal buco. Per quanto si stesse muovendo, continuava a legarsi e intanto la gente passava dalla sua fermata e riconosceva quel volto. Oh sì che la riconoscevano, è lei la ragazza che è ferma qui da mesi senza salire alcun gradino di qualche fottuto autobus.
Le passavano accanto come fantasmi che danzavano un lieve valzer per poi abbandonarla esattamente lì dove l’avevano trovata. La musica era piacevole, scorreva liscia come le chiacchiere che scambiava con i suoi spiriti, li ascoltava con pazienza, succhiava qualcosa di loro da ogni parola e giro di pista ma non svelava mai abbastanza di sé, non lo faceva apposta…è che aspettava sempre una Domanda…che non arrivava…
E quando aveva ascoltato abbastanza quegli animi le sfuggivano senza darle il tempo di poterli salutare con un fazzoletto alla mano, e li perdeva, e li ricordava, e non li sbiadiva.
Amori, amici, abitudini, bellezze, bisogni, capelli, cuori, case, concerti, canzoni, desideri, disegni, destini, fantasie, film, fuochi, feste, felicità, fiori, gioie, gelosie, giorni, luci, litigi, lenzuoli, magliette sbiadite, mare e maree, musiche, mani, nudità, necessità, nomi, orme, orizzonti, orpelli, pianoforti, pianti, piante, pensieri, paure, pene, paesi, quadri, quaderni, questioni, rumori, ricordi, regali, ritornelli, resoconti, strade, saluti, sorrisi, soli, stranezze, sguardi, tenerezze, tensioni, terremoti, unioni, visi, voglie, vittorie, vanità…velocità
Ma restava ferma.
| inviato da PiccolaIena il 23/7/2010 alle 14:56 | |
10 luglio 2010
ritorno?
E poi lo vide emergere dal fondo, quasi come un miraggio.
Dispensatore di aforismi e sorrisi, col suo carico di speranze e progetti.
Lei non provava a guardarlo troppo negli occhi per la paura di quel blu oltremare capace di scavare passaggi tra le montagne, o tra i suoi pensieri troppo affollati in quel momento.
Chi sei tu, dietro quel velo pesante del passato?
Chi sei quando scompari lasciando in bocca un sapore agrodolce,
una sensazione di sconfitta nelle braccia che bramano?
Erano solo poche delle domande che la rincorrevano e così si ritrovò a fuggire a perdifiato,
a scrollare la testa come a far uscire tutti i ricordi che lo riguardavano dall’orecchio.
Lontana mille miglia dalla speranza di riuscire a capirlo, di affiancarlo lungo la strada…
l’aveva lasciato andare, era scappata vilmente.
Aprì la mano e la vide vuota e si ricordò improvvisamente che non si può addestrare un palloncino a tornare indietro.

"Bene palloncino, ti addestrerò a volare via e poi tornare in mano a me...cominceremo col lasciarti fare un voletto e poi tornare...d'accordo, palloncino?......Palloncino?"
Come si fa a lasciarvi andare?
| inviato da PiccolaIena il 10/7/2010 alle 12:9 | |
22 febbraio 2010
Non mi cercheresti, se non mi avessi già trovato

E così torni a casa. Posi lo zaino pesante a terra. Ti togli il cappotto e le scarpe. Ti siedi sul divano e ci ripensi e credi che una volta scoperto quel posto ci dovrai tornare, perché ti aspetta e ti chiama, perché non solo lì ma soprattutto lì puoi essere tu senza costruzioni e impalcature, senza troppi pensieri sulle parole da dire o i gesti da fare, perché non solo lì ma soprattutto lì, esce tutto fuori e parte da te naturalmente e in modo genuino. Vieni considerato un viandante, un sognatore o semplicemente uno che si è perso ma può ritrovarsi in quella pietra semplice, in quei volti adulti ma sereni che ti accolgono e ti abbracciano pur non conoscendoti affatto. Le tue parole sono considerate importanti e non semplici bolle d’aria destinate a svanire, e ti stupisci che in una parte dell’Italia ci sia una comunità che ti affascini così tanto. Tanto da poterti far sorgere la pazza idea di trasferirti tra le colline per assaporare la vita in modo diverso come si sono imparati a fare loro, che probabilmente non spendono la vita solo a lavorare e a concedersi un lusso ogni tanto, ma possono fare anche altro, hanno un’alternativa a tutti gli schemi che confezionano per noi.
Se saprai ascoltare troverai parole sagge, se saprai lanciarti potrai farti conoscere ed apprezzare, se resterai in silenzio mediterai, se sarai fortunato troverai un amico e riscontrerai in lui una presenza piacevole di cui ti rimarranno i mille discorsi, le risate e quella complicità che si trova solo in un viaggio.
Ritorni e già ti manca tutto.
| inviato da PiccolaIena il 22/2/2010 alle 15:1 | |
5 febbraio 2010
solo una parte infinitesima

Macerie.
Macerie di amicizie, da scavare per trovare ancora qualcosa di buono, una foto, un ricordo, un oggetto regalato. Macerie di discorsi, da scavare per trovarne un senso, un punto d’arrivo da cui ricominciare per ricostruire il vuoto, lo spazio bianco che si è venuto a creare. Tutto così complicato, tutto amplificato da malintesi, da strategie serali, e mi ritrovo seduta sul divano di casa col trucco sbaffato, e mi sento numero per i calcoli di chi pianifica le mie serate senza alternativa. Non c’è soluzione invece ai miei problemi, perché i miei problemi siete voi di cui importa così fottutamente tanto, ma io non sono un vostro problema, io non vi riguardo, io faccio parte solo dei vostri teatrini con una parte peraltro molto secondaria. E non mi riesce di reagire. Non mi riesce proprio di fottermene. Non mi riesce proprio di avere amicizie NORMALI, e non continui up and down dove i down non servono assolutamente a niente, non insegnano niente, servono solo a logorare ulteriormente i fili fragili che ci legano. Strappo strappi strappa strappiamo strappate strappano. E non una cazzo di toppa che vada bene.
| inviato da PiccolaIena il 5/2/2010 alle 18:1 | |
5 gennaio 2010
For what it's worth
“Voglio flipparmi il cervello con Te”
Il mio anno inizia con la frase che reputo la più bella per cominciare.
Per cominciare un anno depredato delle persone che credevo esserci comunque, e invece contro tutti i pronostici fatti eccomi qua sola con i miei chilometri a ricordarmi ogni giorno che il posto in cui vivo mi impoverisce di Loro. Ho due cuori legati stretti corsi via, in alto, nella nebbia ma che riscopro esserci sempre e di questo ne sono cosciente, lucidità che mi manca invece per chi è qui ma mi fa sentire ogni giorno più malinconica e sola; chi è privo di attributi per affrontare i problemi con la Faccia, con il Petto, chi non chiede da me altro se non un’amicizia superficiale, chi scompare proprio come faccio io. E forse non posso pretendere più di questo perché anche io ho affinato i miei poteri da illusionista, sto imparando a prendermi i miei momenti, ad allontarmi dalla vita di tutti coloro la cui presenza mi appesantisce. Non so cosa chiedere ai giorni che verranno, a me stessa voglio chiedere decisione, grinta, passione nelle cose che faccio, lanciare le zavorre più lontano possibile, essere fiera delle scelte prese e non aver paura delle conseguenze, dei buchi da colmare, delle burrasche da affrontare.
Non chiedo niente agli altri…solo a me stessa, solo a me.

.Non è ieri. è oggi.
| inviato da PiccolaIena il 5/1/2010 alle 23:55 | |
3 novembre 2009
"Il petalo migliore che io avessi scoperto tra i giardini"

Alda Merini
21.03.31\ 01.11.09
LA CARNE E IL SOSPIRO (a Sergio Bagnoli)
Io sono la tua carne la carne eletta dal tuo spirito. Non potrai mai visitarmi nel giorno prima che il puro lavacro del sogno mi abbi incenerita per restituirmi a te in pagine di poesia, in sospiri di lunga attesa. Temo il mio dolore, come la tua dolcezza potesse farlo morire e privarmi così di quel paesaggio misterioso che sono i ricordi. Sono piena di riti e della logica dei ricordi che viene dopo, quando si affaccia alla mia vita il rendiconto della verità giornaliera, il sogno affogato nell’acqua. Sono misteriosa come tutti, ogni movimento è un miracolo e tu lo sai, ma il grande passo che io possa fare è quello di venire da te (un viaggio infinito senza ritorno, forse un viaggio che mi porterebbe a morire perchè io sono il canto e la lunga strada). Il canto va a morire nelle viscere della terra perchè io sono la misura del tuo grande spettacolo di uomo; sono lo spettatore vivo delle tue rimebranze ma anche l’insetto, l’animale che sogna e che divora. Prima della poesia viene la pace, un luogo sempiterno e pieno sopra il quale non passa nulla, neanche un veliero; prima della poesia veine la morte, qualche cosa che balza e rimbalza sopra le acque, il lungo cammino di una folla di genio e di malizia che porta lontano, ma io e te siamo soli come se fossimo stati creati primi e per la prima volta; io e te siamo riemersi dal fango della folla e giornalmente tentiamo di rimanere soli in questa risma di carte che è il grande spettacolo dei vivi. Io e te siamo esangui, senza voglia di finire questo incantesimo. Incolori, indomiti, siamo soli nel limbo del nostro piacere perchè io e te siamo pieni di amore carnale, io e te.
GRAZIE
| inviato da PiccolaIena il 3/11/2009 alle 21:33 | |
14 ottobre 2009
E lei non lo sa, non conosce il nome, e lei non lo sa che doo la Tempesta niente sarà uguale
Attraverso un finestrino che viaggia a 80 chilometri orari, il Tramonto mi ha sussurrato che è ora di non pensare più a ciò che ho perso e a ciò che scivolerà via negli annali. Il Sole rosso era lì per dirmi che è il tempo di andare e venire, entrare nel Grande Mondo ed uscirne poi sempre in punta di piedi. Che lì nel G. M. non sei nessuno, mi sento nessuno, mi sento corpo tra mille corpi, faccia non ricordata, lineamenti sempre nuovi ogni giorno. Nessuna familiarità. La Signora Abitudine è ancora un feto nel mio grembo che sta iniziando a vedere, a sentire e spero che ci metta sempre più tempo a diventare la solita vecchia, logora Abitudine. La Bufera è arrivata portando con sé freddo, foglie caduche , sciarpe da sotterrare, vecchi ricordi da seminare, pagine ingiallite da rileggere, sorrisi adolescenziali da voler stringere ancora un po’ fra le braccia, negli occhi. La Bufera arriva sempre ad ottobre e ha il compito di smantellare l’estate, lei porta disordine nella mia cameretta, nella mia testa, fa scattare allarmi e la quiete stenta sempre un po’ ad arrivare.

.Under contruction.
| inviato da PiccolaIena il 14/10/2009 alle 23:46 | |
17 settembre 2009
Everybody hurts sometimes
E’ il tempo della nostalgia. E’ il tempo dei giorni trascorsi a ricordare, a ripensare a quando sognavamo tutto questo. Questo limbo, questa corda che oscilla tra quello che è stato e quel che non si sa. Ci improvvisiamo così equilibristi del nostro presente, del nostro futuro, ci prepariamo a salutare amici, pezzi di vita condivisa, pezzi dei miei sorrisi, pezzi delle foto che continuo, continuo a sfogliare. Ci sono queste parentesi dell’anno, queste settimane distillate, gocce che entrano in vena e circolano nelle periferie del mio corpo. Ci sono queste nuove assenze, questi buchi improvvisi da colmare, questo affetto che è necessità e poi l’implosione delle parole che come al solito dalla mia bocca non usciranno mai. Ci sono “Grazie” da dire, anime dal voler rincontrare, chiarimenti da fare, ci sono pomeriggi di ghisa, musica ed immagini. Pomeriggio domenicali che mai imparerò ad accettare.

"Ho la scatola dei ricordi che esonda"
Dente, Canzone di non amore
| inviato da PiccolaIena il 17/9/2009 alle 15:6 | |
1 agosto 2009
Loveisimple

E così ho firmato il contratto alla Malinconia. E la mia bellezza è svanita non appena la nostra clessidra è esaurita, e non c’è più un briciolo di me che mi piaccia, non più attenzioni che illudono noi donne. Mi sento una comune mortale qui, che vede minuscoli pesci sul filo dell’acqua che abboccano a quello che non c’è. Ho paura del loro fondale torbido e intanto penso al mio alieno e a quando torneremo alla nostra complicità. Spaceboy vorrei averti sotto il mio letto stanotte e vederti riemergere in superficie dagli abissi della quotidianità. Spaceboy distesi i pensieri sul tuo corpo ho sentito la tua mano raggiungermi, la tua voce penetrarmi e dirmi che questa non è l’abitudine, che le parole che la sera ci regaliamo hanno il sapore ogni giorno diverso, l’aroma delle nostre ore lontane… ed io ora me ne sono convinta.
"Felicita'... su quale treno della notte viaggerai lo so... che passerai... ma come sempre in fretta non ti fermi mai ... si tratterebbe di nuotare prendendola con calma farsi trasportare" Lucio Dalla, Felicità.
| inviato da PiccolaIena il 1/8/2009 alle 14:19 | |
18 luglio 2009
89
E’ fatta. E’ finita.
Lo scoglio insormontabile è alle spalle e provo un misto di sollievo e dispiacere, una liberazione dal sapore un po’ amaro. Sapevo che a parte gli intoppi invernali, lasciare la piccola scuola in campagna da cui si vede il mare mi sarebbe dispiaciuto, e così è. Ognuno qui sta prendendo la sua strada, ognuno si fa i proprio calcoli e le proprie scommesse con la vita, anche io ultimamente ci parlo spesso con la signorina V.. Le chiedo se è rimasta soddisfatta della mia fine da liceale e lei mi risponde con gli occhi commossi di chi è dispiaciuta di non avermi più come alunna, le chiedo se il mio destino non è forse quello di stare a contatto con le persone e lei subito mi manda l’abbraccio commosso con le persone abruzzesi con cui ho parlato. Alla fine io la ringrazio, perché mi sta inviando tanti messaggi in codice che devo riuscire a decifrare se non voglio diventare un sogno irrealizzato. Ora devo riabituarmi al ritmo estivo e alla cura di questa pagina che non ho dimenticato, perché qui ci sono io… ma è come se i miei pensieri non fossero più all’altezza di questo foglio…e non vorrei mai dover dire: qui c’ero io.
| inviato da PiccolaIena il 18/7/2009 alle 17:5 | |
26 maggio 2009
Disperata corsa
Mi faccio strada tra pomeriggi afosi, di studio e di musica, Vado avanti un po’ ad occhi chiusi e un po’ con coscienza non sapendo bene dov’è che arriverò al termine di tutto questo. Aspetto con ansia e paura la fine della mia routine, la fine delle mattine liceali. Quando tornerò qui dentro estirperò le erbacce che sono cresciute in mia assenza e curerò la mia emotività come ho fatto da tre anni a questa parte, quando ho aperto questa cameretta nel web. Rimetterò a posto i pezzi che ho lasciato sulla scrivania e farò un cambio di stagione completo, dalle coperte ai costumi così finalmente mi sentirò più leggera. Per ora c’è una full immersion nei doveri e nei ricordi, nel breve tempo che mi rimane per riscaldare ancora il mio banco e per memorizzare i posti che i miei colleghi occupano, casomai un giorno mi servisse. Ora mi impongo la concentrazione anche con questo caldo e cerco di essere produttiva…e cerco. E sogno gente che non vedo da anni e persone che vorrei rivedere per chiedergli cos’è che fanno ora…e se hanno un suggerimento per me…e sogno.

[Anno scolastico 2006-2007]
| inviato da PiccolaIena il 26/5/2009 alle 17:5 | |
22 aprile 2009
Stobenestomale

Cerco di leggere nel fondo di una tazzina da caffè la soluzione a tutte le questioni che stanno esplodendo in questi giorni. Cerco di frenare le lacrime dalle briglie sciolte innalzando dighe troppo fragili. Cerco di mettere in ordine i dialoghi fatti una settimana fa ma anche solo mezz’ora fa. Cerco di evitare gli occhi di chi abita in queste mura perché sono terribilmente crollate le mie difese, perché i fallimenti vengono a galla e sono stati amplificati da chi esige, da chi programma ciò che dovrei essere. Nell’arco di una cena posso succedere tante cose, smascherarsi e liberare quell’ingorgo di parole, in una settimana le città vengono rase al suolo e i nostri corpi si ritrovano intatti e si consolano, e io ancora non ho il coraggio di prendere in mano la mia vita, e ancora infantilmente gioco al “facciamo finta che…” Che stia bene così… Che sono soddisfatta della scuola… Che non ci sia niente da cambiare… Che non ci sia bisogno di parlare… Che sono forte e ce la faccio da sola… Che tu sia qui a riempire i buchi neri… Che io sia lì a fissarti mentre guidi… Che sia già settembre e la mia strada decisa.
"Molto spesso una crisi è tutt'altro che folle è un eccesso di lucidità Sta finendo la crisi e ogni volta che passa una crisi resta qualche traccia"
La crisi, Bluvertigo
| inviato da PiccolaIena il 22/4/2009 alle 14:27 | |
23 marzo 2009
Una bomba e-e-sp-ploderà

L’impulso è quello di scrivere. Solo slegare le dita e tenerle libere sulla tastiera, solo lasciar fluire i pensieri così come vengono. E’ lo stesso impulso che arriva quando ti viene voglia di cantare, e lo fai così a squarciagola quando non c’è nessuno in casa che ti dice di abbassare la voce. Ma questo è uno sfogo silenzioso, perché dietro i blocchetti di cemento non percepiranno nemmeno il mio ticchettio. E’ da giorni che ho un desiderio irrefrenabile di scrivere frasi scollegate tra loro…come…
Una bomba e-e-sp-ploderà
così balbettante e fastidiosa, esattamente come mi sento da un po’; insicura nelle parole quasi da non saperle neanche pronunciare e quasi molesta nei miei silenzi. Vorrei creare cose di cui non sono in grado, vorrei scarabocchiare lettere una dopo l’altra e ritenermi soddisfatta, ma mi riscendono giù per la gola, dai polpastrelli si arrampicano di nuovo a forza sulle dita e ripercorrono la strada, questa volta in salita, delle braccia fino a risprofondare nel petto, sotto l’epidermide e risporcandosi così di sangue e liquidi. Forse non sono abbastanza arrabbiata, forse non sono abbastanza felice, forse non sono abbastanza triste, forse non sono abbastanza stanca, forse non amo abbastanza, forse non odio abbastanza, forse non sono delusa abbastanza dalle istituzioni, forse non mi schifo abbastanza, forse non mi lamento o meraviglio abbastanza. Sennò avrei di che dire. (?)
| inviato da PiccolaIena il 23/3/2009 alle 21:32 | |
10 marzo 2009
Il settimanaversario

Sciami di pensieri che corrono via con i fili elettrici della ferrovia e con il treno delle 21.46. Partire, seguire un miraggio finchè mi è possibile, oppure restare e pentirsi di non essere andata. La prigione della sveglia alle 7.30, dei calzini buttati sul pavimento, delle mani paralizzate intorno al manubrio dal freddo. E’ vero ogni posto è una galera, ma certe galere sono più belle di altre… e tu anche questa volta sui uscito dalla mia cella camminando in un corridoio lungo chilometri. E ti sei allontanato dagli evidenziatori gialli e dalle penne rosse, dal disorDine del mio desktop che corrisponde a quello della mia cameretta, della mia testa e dei miei capelli. E le tue mani sono troppo distanti per lamentarsi del mio vizio di vestirmi a cipolla, del mio sonno che arriva alle ora più sbagliate ma in un certo senso giuste. La ragazza dai mille pensieri sta per addormentarsi con mille pensieri. Se tutti mi parlassero con la tua stessa efficacia, esigendo i miei occhi come fai tu, sarei una persona migliore.
"Quello che vuole è altro, altro da questa vita..."
-TARM-
| inviato da PiccolaIena il 10/3/2009 alle 14:12 | |
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